22/9/21

Green pass in ambito privato: nuovi obblighi per il datore di lavoro

Come noto nella giornata di ieri 21 settembre 2021, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 127 (il Decreto Green Pass bis) il quale ha previsto l’estensione dell’ambito applicativo del Green Pass al personale del settore pubblico e privato, ivi inclusi i lavoratori autonomi e i collaboratori familiari e a tutti i soggetti che prestano, a qualsiasi titolo (anche in forza di contratti esterni), la propria attività lavorativa, formativa o di volontariato nei luoghi di lavoro.

DECORRENZA - Tale obbligo entrerà in vigore il 15 ottobre p.v., permarrà fino al termine dello stato di emergenza, attualmente previsto per il 31 dicembre 2021, e sono previsti casi di esenzione solo per coloro in possesso di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti dal Ministero della Salute.

MODALITA’ - Il decreto disciplina anche le modalità operative di controllo (da svolgersi esclusivamente tramite l’App “VerificaC19” scaricabile sia per i sistemi Android  che Apple) che i datori di lavoro sono chiamati ad adottare prevedendo che il controllo avvenga, ove possibile, al momento dell’accesso al luogo di lavoro e che possa essere effettuato anche a campione.

DATI PERSONALI E ADEMPIMENTI PER LA LORO TUTELA - Ora, è indubbio che – così come già previsto per altri settori quali ristorazione, cinema etc… - la verifica del possesso del Green Pass integra un trattamento dei dati personali ai sensi del GDPR poiché permette alla persona preposta al controllo di visionare i dati contenuti nel Green Pass e nei documenti di identità.

Conseguentemente sarà necessario attivarsi per adottare le opportune cautele mantenendosi compliant con la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

In particolare, sarà opportuno:

(i)            Individuare in modo formale il soggetto deputato al controllo del Green Pass e provvedere a nominarlo quale soggetto autorizzato al trattamento ex art. 29 GDPR fornendogli le opportune istruzioni operative in ottemperanza a quanto stabilito dai provvedimenti governativi;

(ii)           redigere apposita informativa ex art. 13 GDPR in merito al trattamento dei dati che verrà effettuato – precisiamo che è stato sancito il divieto di conservazione, in qualunque forma, dei dati relativi al Green Pass (conseguentemente scoraggiamo la raccolta preventiva, in qualunque forma, dei Green Pass, prassi errata già invalsa presso molti operatori);

(iii)          censire lo specifico trattamento all’interno del Registro dei trattamenti;

(iv)          valutare con il proprio DPO o con il consulente privacy il rischio connesso ai fini della valutazione di impatto ex art. 35 GDPR – precisiamo per completezza che al momento non sono state date informazioni specifiche da parte del Garante ma alla luce del tipo di trattamento e delle conseguenze che ne derivano sarebbe opportuno valutare tale possibilità;

(v)           in linea generale, attenersi ai principi sanciti dal GDPR al fine di garantire la riservatezza dei propri dipendenti, collaboratori, nonché di soggetti terzi quali clienti, fornitori o altri;

(vi)          NON RACCOGLIERE i certificati medici dei soggetti esenti poiché rappresentano dati sanitari. I certificati dovranno essere consegnati dai dipendenti al medico competente quale unico soggetto autorizzato alla loro raccolta.

Infine, vi precisiamo che sarà necessario adeguarsi e predisporre le modalità operativo-organizzative entro il 15 ottobre e che sono previste sanzioni anche per i datori di lavoro che non si attengono alle prescrizioni (i.e. omessa verifica del Green Pass, omessa definizione delle modalità operative entro il termine, presenza di lavoratori privi di Green Pass).

I nostri professionisti sono a disposizione per il supporto necessario.

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4/12/21

Agenzia: attenzione alle nuove forme di promozione sul web, la contribuzione diventa obbligatoria?

Promozioni on-line, influencer e personal shopper sul web e sui social potrebbero finire nel mirino dell’ente di previdenza per agenti e rappresentanti di commercio che pretende il pagamento dei contributi previdenziali dai preponenti.

In materia di distribuzione commerciale va posta molta attenzione ai contratti che vengono stipulati. A fronte delle nuove e più fluide figure di intermediazione, determinate anche dall’evoluzione tecnologica, l’Enasarco annuncia per i prossimi anni maggiori ispezioni al fine di combattere le forme di elusione contributiva “mascherate” da rapporti di procacciamento.

In merito ai nuovi procacciatori, che comprendono adesso anche personal shopper, influencer e promoter che operano sul web, la Corte di Cassazione è chiamata ad esprimersi in merito alla riconducibilità o meno delle relative attività di propaganda, in qualunque modo finalizzate alla conclusione di un determinato affare, all’attività promozionale dell’agente di commercio come regolamentata dagli articoli 1742 e seguenti del codice civile, focalizzando principalmente l’attenzione sul nesso di causalità tra l’attività del procacciatore e la conclusione dell’affare.

Enasarco sta quindi monitorando gli interventi della giurisprudenza sul punto dal momento che i settori destinati a essere coinvolti da tale evoluzione, e quindi dalle prossime attività ispettive della stessa Enasarco, sono potenzialmente ampliati partendo dal classico settore farmaceutico e libraio fino ad arrivare alle attività di call center e di promozione tramite web.

Dunque, divenendo più  fluido e labile il confine tra attività promozionale tipica dell’agente di commercio e attività di distribuzione in genere, anche l'ente previdenziale degli agenti e rappresentanti di commercio prevede un adeguamento delle proprie ispezioni in ottica inclusiva degli obblighi contributivi in favore dei nuovi promotori a carico dei preponenti.

Per non farsi trovare impreparati gli operatori interessati devono prestare massima attenzione al contenuto dei propri contratti di distribuzione: mai come ora è raccomandabile un’attenta revisione legale dei testi contrattuali.

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16/7/20

Invalidità del Privacy Shield UE-USA: La decisione della Corte di Giustizia Europea

La decisione della Commissione Europea relativa alla adeguatezza della protezione offerta dal regime del Privacy Shield UE-USA del 12 luglio 2016 deve considerarsi invalida.

Nel 2015 con la sentenza “Schrems I” era stata dichiarata invalida la decisione (UE) 2000/520 (“Approdo sicuro”) con la quale la Commissione aveva dichiarato adeguato il livello di protezione dei dati garantito dagli Stati Uniti. A seguito di questa decisione, il Sig. Schrems aveva formulato una nuova denuncia, la quale ha portato all’avvio di un procedimento davanti alla Corte di Giustizia volto ad indagare la validità della decisione (UE) 2010/87 sulle clausole contrattuali standard e della decisione (UE) 2016/1250 sull’adeguatezza dello scudo privacy UE-USA che era stata adottata dalla Commissione a seguito della sentenza Schrems I.

In data odierna, la Corte diGiustizia dell’Unione Europea ha confermato la validità della decisione (UE)2010/87 relativa alle clausole contrattuali tipo ma ha dichiarato invalida la decisione (UE) 2016/1250 assunta ai sensi dell’art. 45 del GDPR alla luce della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

In particolare, la Corte hachiarito che:

-       la valutazione del livello di protezione garantito nel contesto di un trasferimento verso i paesi terzi deve prendere in considerazione sia le clausole contrattuali concordate tra il titolare o il responsabile del trattamento e il destinatario stabilito nel paese terzo quanto, sia, in relazione all’eventuale accesso delle autorità pubbliche di tale paese ai dati personali trasferiti, gli elementi rilevanti del sistema giuridico di tale paese ai sensi dell’art. 45, comma 2 del GDPR;

-       la normativa interna statunitense non garantisce agli interessati diritti nei confronti delle autorità azionabili dinnanzi ai giudici e che il meccanismo di mediazione previsto dalla decisione (UE) 2016/1250 non garantisce l’indipendenza del mediatore, né la possibilità per questo di adottare decisioni vincolanti verso l’intelligence statunitense;

-       le autorità di controllo sono tenute a sospendere o vietare il trasferimento di dati verso paesi terzi se le clausole contrattuali standard non sono o non possono essere rispettate e se non sono presenti altri mezzi per garantire la protezione richiesta dal GDPR.

Ne consegue che la decisione(UE) 2016/1250, oltre a non rispettare i requisiti di cui al GDPR, viola le disposizioni della Carta dei diritti fondamentali in quanto non garantisce il rispetto alla vita privata, familiare, alla protezione dei dati e alla tutela giurisdizionale.

Conseguentemente il trasferimento dei dati personali da un titolare o responsabile situato nell’UE verso un destinatario locato negli USA non potrà più essere effettuato sulla base dell’inclusione del destinatario nella lista dei soggetti aderenti al Privacy Shield ma dovranno essere invocate le altre garanzie previste dal GDPR agli artt. 46 (garanzie adeguate), 47 (Norme vincolanti d’impresa) e 49(deroghe) del GDPR.

L’attenzione per le aziende dovrà essere quindi portata verso la stipula (non automatica in molti casi)delle clausole standard proposte dai provider dei servizi e dalle piattaforme social e la fornitura di una corretta informativa agli interessati inconsiderazione della garanzia adottata e della base giuridica in uso.

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Covid-19 Legal tips

Un breve memo riguardo agli effetti legali dell'emergenza Covid -19 in corso su contratti, termini processuali, diritto penale e data protection.

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15/4/20

Facilitata la conclusione dei contratti bancari durante l’emergenza Covid-19: forma scritta soddisfatta via email

Fra le norme introdotte dal d.l. 08/04/2020, n. 23, l’art. 4 (Sottoscrizione contratti e comunicazioni in modo semplificato) prevede che il requisito della forma scritta previsto (a pena di nullità) dall’art. 117 del Testo Unico Bancario (TUB), durante il periodo dell’emergenza sanitaria (quanto meno, quindi, fino al 31 luglio 2020) sia soddisfatta, ai sensi dell’art. 20, comma 1-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), anche quando il cliente, che sia classificabile quale “cliente al dettaglio” secondo la vigente normativa, esprima il proprio consenso mediante il proprio indirizzo di posta elettronica non certificata o con altro strumento idoneo, a condizione che il consenso sia accompagnato da copia di un documento di riconoscimento in corso di validità del contraente, faccia riferimento ad un contratto identificabile in modo certo e il messaggio da cui il consenso emerge sia conservato insieme al contratto medesimo con modalità tali da garantirne la sicurezza, l’integrità e l’immodificabilità.

In altri termini, non necessita la apposizione della firma digitale o autografa da parte del cliente, ma è sufficiente il suo consenso prestato tramite e-mail ai fini della valida conclusione del contratto bancario. Allo scopo di evitare future contestazioni, potrà essere utile per l’intermediario verificare che l’indirizzo e-mail dal quale si attende il consenso sia effettivamente in uso al cliente, per esempio, tramite un sistema di doppia autenticazione.

La seconda parte della norma precisa che “il requisito della consegna di copia del contratto è soddisfatto mediante la messa a disposizione del cliente di copia del testo del contratto su supporto durevole” e, dunque, anche mediante invio tramite e-mail. Sarà, poi, cura dell’intermediario consegnare copia cartacea del contratto al cliente alla prima occasione utile successiva al termine dello stato di emergenza.

Da notare, infine, che il cliente può usare il medesimo strumento impiegato per esprimere il consenso al contratto anche per esercitare il diritto di recesso previsto dalla legge.

Vale la pena ricordare, in conclusione, che resta ferma l’osservanza delle disposizioni in materia di prevenzione del riciclaggio.

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16/4/19

Regolamento (UE) 2016/425 e Direttiva 89/686/CEE

Mancano pochi giorni al 21 aprile 2019, data entro la quale, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/425, dovranno essere immessi sul mercato i dispositivi di protezione individuale (DPI) certificati ai sensi della abrogata Direttiva 89/686/CEE. Solo una volta soddisfatta la condizione dell'immissione sul mercato entro il termine anzidetto, infatti, i DPI potranno circolare sul mercato interno dell'Unione fino al 21 aprile 2023 o fino alla data di scadenza della relativa certificazione CE, se anteriore.

Ricordiamo che per "immissione" sul mercato si intende la prima "messa a disposizione" sul mercato interno di un DPI e che per "messa a disposizione" si intende una cessione, a titolo oneroso o gratuito, del DPI per la distribuzione o l'uso sul mercato. A certe condizioni, l'offerta on line di DPI può essere considerata "messa a disposizione" e, se la prima, "immissione" sul mercato.

Il Regolamento (UE) 2016/425, inoltre, innova la definizione di "fabbricante", estendendola agli operatori che immettono sul mercato DPI sotto il proprio nome o marchio pur non avendoli materialmente fabbricati (es. perché ordinati presso un fornitore terzo con sede all'interno o all'esterno dell'Unione). Ne consegue quindi l'applicabilità, al soggetto così individuato quale fabbricante, di tutti gli obblighi derivanti a carico di tale figura ai sensi dell'art. 8 del Regolamento, quali, per esempio, l'onere di emettere la dichiarazione di conformità.

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25/3/19

Nuovo protocollo d'intesa fra OAM e Guardia di Finanza

L'OAM (Organismo agenti e mediatori) ha reso noto, tramite un comunicato stampa disponibile anche sul proprio sito istituzionale, di aver sottoscritto un protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza.

L'obiettivo del protocollo è quello di garantire a OAM e Guardia di Finanza di coordinare le attività e di favorire l'interscambio di dati, notizie e informazioni utili per le attività di rispettiva competenza, con l'obiettivo sostenere, in ossequio all'approccio basato sul rischio, le attività della Guardia di Finanza a tutela della prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario per finalità di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, verso gli operatori che presentano maggiori indici di anomalia in ordine al possibile coinvolgimento in attività illecite. Particolare attenzione sarà prestata al settore dei cambia valute e ai soggetti operanti nella conversione delle cosiddette cripto-valute.

Ulteriore obiettivo dell'accordo è quello di favorire l'individuazione e la repressione dei casi di abusivismo.

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8/9/18

In arrivo il decreto di adeguamento del GDPR

Nella riunione di ieri 8 agosto 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto atteso per l'armonizzazione del Regolamento UE 679/2016 con a normativa italiana in vigore.

Si legge nel comunicato stampa che il Codice della Privacy non sarebbe stato interamente abrogato così come i provvedimenti del Garante, le autorizzazioni e i codici deontologici, che saranno oggetto di successivo riesame. Una luce si scorge nell'annunciata semplificazione per le micro, piccole e medie imprese in favore delle quali il Garante dovrebbe promuovere modalità semplificate di adempimento degli obblighi imposti.

E possibile leggere il comunicato stampa ufficiale a seguente link: http://www.governo.it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-14/9813

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27/4/18

Informazione o fake news? La Commissione Europea dichiara guerra alla disinformazione on-line

Un comunicato della Commissione Europea di ieri 26 aprile 2018 informa delle nuove proposte dell’Unione Europea rispetto alla questione fake news.

Entro luglio un codice di condotta sulla disinformazione dovrebbe essere realizzato con lo scopo di assicurare:

- trasparenza circa i contenuti sponsorizzati e limitazioni per la pubblicità di natura politica,

- chiarezza circa le funzioni degli algoritmi;

- introduzione di strumenti per identificare fake account e sviluppare possibilità di accesso a fonti di informazione diverse;

- agevole e continuo monitoraggio da parte di giornalisti, ricercatori e autorità pubbliche della disinformazione on line;

- creazione di una rete indipendente di accertatori delle notizie operanti con un metodo condiviso e nel rispetto delle best practices con lo scopo di effettuare il maggior numero possibile di correzioni;

- realizzazione di una piattaforma comunitaria on-line a supporto della rete di accertatori e ricercatori accademici per la raccolta e analisi delle informazioni;

L’iniziativa della Commissione, ideata dal gruppo di esperti sulle fake news (High Level Expert Group on Fake News, “HLEG”) prende le mosse dal caso Facebook -  Cambridge Analytica nell’ottica di sollecitare e promuovere la conoscenza dell’uso e la crescita di una cultura critica dei media nelle scuole e lo sviluppo di sistemi di identificazione su base volontaria in modo da aumentare il livello di credibilità dei contenuti on-line.

Prossimamente, fa sapere la Commissione, sarà organizzato un forum internazionale intorno al quale si raccolgano i principali stakeholders in ottica di collaborazione e coordinamento alla lotta alla disinformazione.

Entro la fine dell’anno saranno resi noti i primi risultati raggiunti.

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27/4/18

Banca d'Italia fornisce elenco della terminologia standardizzata europea

Banca d'Italia ha emesso il provvedimento che riassume la terminologia standardizzata europea in relazione ai servizi più rappresentativi collegati a un conto di pagamento (Dir. 2014/92/UE sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull'accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base - Payment Account Directive).

I prestatori di servizi di pagamento dovranno adottare la nuova terminologia standard nei documenti di informazione precontrattuale e e nei contratti entro il 31 gennaio 2019. Per i contratti in corso dovrà essere fornita apposita comunicazione alla clientela.

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10/4/18

IFRS 9: effetti diluiti per gli intermediari finanziari 106 TUB

Con una nota pubblicata sul proprio sito il 9 aprile 2018 (Applicazione delle disposizioni transitorie in materia di IFRS 9 agli intermediari finanziari ex. art. 106 TUB), la Banca d'Italia ha consentito agli intermediari finanziari iscritti nell'albo previsto dall'art. 106 TUB di beneficiare di un periodo di cinque anni al fine di distribuire l'impatto sui fondi propri derivante dall'applicazione del nuovo principio.

La deroga è prevista ai sensi dell'art. 473-bis del Regolamento (UE) n. 575/2013 (Capital Requirements Regulation – CRR). Il principio contabile IFRS 9 si applica già dall'esercizio 2018.

Gli intermediari finanziari dovranno comunicare alla Vigilanza se intendono beneficiare della deroga o meno entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento sul sito della Banca d'Italia. Nella comunicazione, gli intermediari finanziari dovranno anche dar atto di quale metodo di calcolo intendano avvalersi.

La Circolare 288 (Istruzioni di Vigilanza per gli intermediari finanziari) sarà aggiornata alla prima utile occasione.

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30/3/18

Cessione del quinto dello stipendio: Banca d'Italia emana nuovi orientamenti.

Dopo gli interventi del 2009 e del 2011, la Banca d'Italia torna a occuparsi del comparto "cessione del quinto dello stipendio" (CQS) dettando nuovi orientamenti volti a evidenziare la pratiche scorrette rilevate sul mercato e a suggerire le best practice che gli operatori virtuosi dovrebbero adottare.

La Banca d'Italia ritiene il settore CQS particolarmente sensibile, sia per la fascia di clientela, notoriamente più debole, alla quale si rivolge, sia per l'elevato numero di reclami che lo caratterizza, rispecchiato in un ampio numero di ricorsi davanti all'Arbitro Bancario e Finanziario (ABF - i contenziosi trattati dall'ABF relativi al comparto CQS rappresentano, anno 2017, il 72% del totale).

Nell'ampio documento, la Vigilanza si sofferma su numerosi aspetti rilevanti: valutazione del merito creditizio della clientela, prefinanziamenti, costi e relativa rappresentazione, rete distributiva (trasparenza dei costi connessi, responsabilità delle banche e degli intermediari finanziari, remunerazione), comunicazioni alla clientela, cessione dei rapporti.

Significativa anche la novità inerente il prospetto standard di rappresentazione dei costi di estinzione alla clientela volto a migliorare la conoscenza del consumatore dei costi relativi non solo al nuovo prestito, ma anche a quelli relativi all'estinzione (per esempio derivanti dalla mancata restituzione delle commissioni cosiddette upfront).

Tutti gli orientamenti si intendono applicabili anche alla delegazione di pagamento.

La Banca d'Italia si attende il pronto allineamento del mercato ai nuovi indirizzi, riservandosi lo svolgimento delle azioni di controllo di competenza.

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8/3/18

Pubblicato Action Plan della Commissione Europea sulle fintech

La Commissione Europea ha pubblicato il piano di azione per lo sviluppo dell'industria fintech (ossia l’innovazione nel settore dei servizi finanziari resa possibile dalla tecnologia - technology-enabled innovation in financial services), con l'ambizioso obiettivo di rendere l'Unione Europea un centro di attrazione e sviluppo ideale per le startup di questo promettente settore.

La Commissione ha individuato 8 aree di azione su cui si attendono nell'immediato futuro significativi interventi:

1) garantire requisiti di autorizzazione chiari e convergenti per le imprese fintech;

2) fornire un quadro di norme comuni e soluzioni interoperabili per le tecnologie finanziarie;

3) permettere ai modelli di business innovativi di espandersi in tutta l’UE attraverso i facilitatori dell’innovazione;

4) valutazione dell’adeguatezza del quadro normativo sotto il profilo della neutralità tecnologica;

5) eliminare gli ostacoli all’uso dei servizi di cloud;

6) iniziativa per una blockchain pubblica dell’UE;

7) sviluppo di capacità e conoscenze in un laboratorio dell’UE per le tecnologie finanziarie;

8) rafforzare la ciber-resilienza del settore finanziario dell’UE.

Il nostro studio, che si occupa sia di diritto bancario e finanziario, sia della normativa legata alle nuove tecnologie, osserva con attenzione tutti gli sviluppi che coinvolgono un settore trasversale alle proprie competenze come l'area fintech.

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16/2/18

Valuta virtuale: il Mef pone in pubblica consultazione la bozza dello schema di decreto per i prestatori di servizio.

Il Mef ha posto in consultazione fino al 16 febbraio 2018 lo schema del decreto per la comunicazione dell’operatività sul territorio nazionale, da parte dei prestatori di servizi relativi alla valuta virtuale. 

La definizione fornita ricalca esattamente quella prevista dal D.Lgs. 90/2017, intendendosi per valuta virtuale “la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e traferita, archiviata e negoziata elettronicamente.

Saranno obbligati ad effettuare tale comunicazione sia i soggetti che già svolgono tale attività, sia coloro che intendono avviarla. 

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16/2/18

Antiriciclaggio. Banca d’Italia pubblica le “buone prassi” in tema di individuazione e di adeguata verifica rafforzata delle Persone Politicamente Esposte.

A seguito dell’esito di alcune ispezioni relative alle modalità con cui gli intermediari bancari adempiono agli obblighi di adeguata verifica rafforzata, la Banca d’Italia ha deciso di emanare una serie di “buone prassi” in materia di Persone Politicamente Esposte.

Tali prassi hanno ad oggetto:

  • Il governo della gestione delle PEPs
  • le modalità di individuazione delle PEPs
  • la classificazione del relativo rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo
  • le modalità di adeguata verifica rafforzata delle PEPs
  • il sistema dei controlli interni (controlli di primo livello e controlli della funzione antiriciclaggio).
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9/2/17

Entro il 30 giugno l’adeguamento per le piattaforme di social lending

Le nuove regole in materia di raccolta del risparmio da parte di soggetti diversi dalle banche sono entrate in vigore lo scorso 1° gennaio 2017 e interessano anche il social lending.

Sono diverse le novità, in particolare per le società cooperative (per il cosiddetto “prestito sociale”) e per le piattaforme di crowd funding e social lending.

Per queste ultime, in particolare, e, in una certa misura, per coloro che ne usufruiscono in qualità di prestatori e di prenditori, le nuove regole saranno pienamente operative dal prossimo 30 giugno 2017.

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1/8/16

Princivalle Apruzzi Danielli in un finanziamento su base project per euro 26,1 milioni

Princivalle Apruzzi Danielli – Studio Legale ha assistito un importante gruppo industriale nel finanziamento su base project – per 26.1 milioni di euro – di 6 impianti biogas, già operativi, alimentati a biomassa. L’operazione è stata personalmente seguita dai partner Lorenzo Princivalle e Valentina Apruzzi.

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2/2/16

Dal “marchio comunitario” al “marchio dell’Unione Europea”

Al termine dello scorso anno, il 24 dicembre 2015, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (UE) n. 2015/2424 del Parlamento Europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento sul marchio comunitario. Il regolamento modificativo entrerà in vigore il 23 marzo 2016. Da tale giorno la denominazione dell’UAMI cambierà in “Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) e il marchio comunitario sarà denominato “marchio dell’Unione europea”. Le riforma proposta risponde all’esigenza di una maggiore armonizzazione dei sistemi nazionali di tutela dei marchi dei paesi membri UE e comporta uno snellimento delle procedure e una riduzione delle tasse applicate, principalmente per il rinnovo del marchio comunitario.

Quale conseguenza, i marchi comunitari già registrati diverranno automaticamente “marchi dell’Unione Europea” e le domande in corso domande per “marchi dell’Unione Europea”.

Di seguito trovate un link al nuovo regolamento comunitario visibile sulla pagina dell’UAMI/EUIPO (https://oami.europa.eu/tunnel-web/secure/webdav/guest/document_library/contentPdfs/legal_reform/regulation_20152424_it.pdf)

In vista dell’imminente entrata in vigore della riforma il Presidente dell’UAMI ha precisato che il rinnovo dei marchi comunitari che scadono prima del 23 marzo 2016 saranno soggetti al pagamento delle tasse di rinnovo attualmente in vigore (quelle vigenti pre-riforma) anche se il rinnovo viene richiesto dal titolare del marchio comunitario dopo tale data. Mentre il rinnovo dei marchi comunitari che scadono a decorrere dal 23 marzo prossimo in poi saranno soggetti al pagamento delle nuove tariffe anche se la richiesta di rinnovo viene effettuata dal titolare del marchio comunitario prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento. I moduli di domanda e il nuovo calcolatore delle tasse saranno aggiornati automaticamente sul sito dell’UAMI per rispecchiare il nuovo sistema in vigore.

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2/2/16

Il sito internet di Princivalle Apruzzi Danielli è ora disponibile in cinese

Princivalle Apruzzi Danielli costruisce un ponte fra l’Italia e la Cina: la scelta di tradurre il proprio sito web anche in cinese intende avvicinare lo studio alle imprese italiane con interessi in Cina, da un lato, e agli studi legali e potenziali clienti cinesi che abbiano necessità di assistenza in Italia, dall’altro.

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19/1/16

E’ on line il nuovo website di Princivalle Apruzzi Danielli

Siamo lieti di comunicare che è on line il nuovo website di Princivalle Apruzzi Danielli – Studio Legale – Bologna.

Il sito è stato ampliato e ridisegnato secondo un gusto essenziale e moderno, che rende ancora più facile la consultazione, il reperimento delle informazioni e dei recapiti per contattare lo Studio.

Ci auguriamo che sia di vostro gradimento!

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29/12/15

Princivalle Apruzzi Danielli nell’acquisizione di quote di s.r.l.

Princivalle Apruzzi Danielli ha assistito, in un’operazione conclusa immediatamente a ridosso delle festività, un gruppo industriale italiano nell’acquisizione di una quota di una s.r.l.

La transazione, di rilevante valore economico, vedeva come parte venditrice un’importante banca e ha anche comportato la necessità di sciogliere il patto parasociale vigente fra i soci.

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18/5/15

Pubblicate anche le nuove istruzioni di vigilanza per gli intermediari finanziari

Come ci si attendeva, la Banca d’Italia ha emanato, subito dopo la pubblicazione del decreto di attuazione del d. lgs. 141/2010, le nuove istruzioni di vigilanza per gli intermediari finanziari.

Si può dunque considerare concluso l’iter normativo di riforma dell’intermediazione finanziaria in Italia.

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12/5/15

Arrivano le norme attuative per gli intermediari finanziari

Lo scorso 8 maggio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo lunga attesa, il d.m. 2 aprile 2015 n. 53 in materia di intermediari finanziari.

Dopo questo provvedimento, che entrerà in vigore il prossimo 23 maggio, si attendono solo le nuove Istruzioni di Vigilanza della Banca d’Italia affinché la riforma degli intermediari finanziari, avviata con d.lgs. 141/2010, veda finalmente pieno compimento.

Facilitazioni sono previste per le società di recupero crediti che, a determinate condizioni, potranno rendersi cessionarie dei crediti stessi, per le fideiussioni infragruppo e per i finanziamenti concessi da produttori di beni o servizi a soggetti appartenenti alla filiera distributiva del prodotto.

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14/4/15

Princivalle Apruzzi Danielli nell’acquisizione da parte di una società ungherese del distributore italiano

Princivalle Apruzzi Danielli, con i partner Valentina Apruzzi e Lorenzo Princivalle, ha assistito un importante cliente ungherese nell’acquisizione del proprio distributore italiano. L’operazione si è conclusa nel dicembre 2014.

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1/12/14

Disco verde del Consiglio di Stato al MEF sugli intermediari finanziari

Il Consiglio di Stato, lo scorso 6 novembre, ha dato il proprio sostanziale assenso alla prosecuzione dell’iter che dovrebbe condurre all’emanazione del decreto ministeriale che riordinerà il settore dell’intermediazione finanziaria.

Si tratta di un tassello fondamentale perché la riforma che ha preso avvio con il d. lgs. 141/2010 trovi definitiva e completa attuazione.

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14/11/14

Guida in stato di ebbrezza e lavori di pubblica utilità: un meccanismo che funziona

La Legge 120/2010 prevede la possibilità di sostituire le sanzioni previste dalla legge per la guida in stato di ebbrezza, con lo svolgimento di un’attività non retribuita a favore della collettività. Tale meccanismo comporta – in caso di svolgimento positivo – la revoca della confisca del veicolo, la riduzione del tempo della sospensione della patente e l’estinzione del reato.

Non è sempre agevole per un avvocato trovare gli enti che diano la disponibilità per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, ma viste le numerose convenzioni stipulate dal Tribunale di Bologna e l’esperienza dello Studio Legale Princivalle Apruzzi Danielli in questo campo, si può affermare come tale meccanismo non rimanga solo sulla carta, ma possa essere un valido ed efficace strumento alternativo alla condanna per tale reato.

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24/2/14

Novità in materia di internazionalizzazione e competenza territoriale per le controversie relative a società estere

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 21 febbraio 2014 n. 9 che ha convertito con modifiche il decreto legge “Destinazione Italia” 145/2013. (E possibile reperire il testo al seguente link http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/02/21/14A01372/sg)

Tra le novità di rilievo segnaliamo:

–          L’incremento di 22,5 milioni delle risorse del fondo per la promozione degli scambi e l’internazionalizzazione delle imprese e la penetrazione nel nostro paese delle start up innovative, destinato principalmente alle PMI

–          Modifiche al decreto 168/2003 istitutivo delle sezioni specializzate in materia di impresa con la previsione di Tribunali competenti per le controversie che coinvolgono società con sede all’estero.

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17/12/13

Nuovi Uffici

Dal prossimo 20 gennaio 2014 Princivalle Apruzzi Danielli – Studio Legale si sposterà nei nuovi e più confortevoli uffici di Via Santo Stefano 50, sempre nel pieno centro di Bologna.

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4/9/13

Incentivi Smart e Start per le imprese del Sud Italia

Lo Studio, grazie ai collegamenti con le regioni interessate (in particolare, ma non solo, Puglia e Sardegna) fornisce consulenza agli imprenditori interessati ad accedere agli incentivi Smart Start per nuove piccole imprese del mezzogiorno.

L’incentivo Smart (per le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) potrà essere utilizzato per coprire i costi di gestione sostenuti nei primi anni di attività.

L’incentivo Start (per le regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) stanzia contributi per le spese d’investimento iniziale in innovazione.

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4/9/13

Le opportunità della Tech City

Sempre più società e piccole start-up scelgono di spostare la propria sede oltremanica, nel distretto produttivo basato a Londra e comunemente noto come Silicon Roundabout o Tech City.

Le opportunità di networking e la dotazione di infrastrutture d’avanguardia, unite alla tassazione particolarmente favorevole, rendono lo spostamento estremamente attraente.

Il nostro Studio Legale è in grado di prestare asssitenza per il trasferimento o la costituzione della vostra società nel Regno Unito.

Per contatti e informazioni: info@pa-lex.com o +39 0510930400

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